Cosa Ce Oggi Senza categoria I dazi di Trump mettono in crisi Apple e la sua catena di approvvigionamento

I dazi di Trump mettono in crisi Apple e la sua catena di approvvigionamento

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I dazi di Trump mettono in crisi Apple e la sua catena di approvvigionamento

L’industria tecnologica è in subbuglio a causa dell’introduzione di nuovi dazi sulle importazioni dell’amministrazione Trump, che minaccia di far lievitare i prezzi di iPhone, Mac e altri dispositivi Apple.

La Casa Bianca ha annunciato una nuova serie di tariffe sulle merci provenienti da Cina, Vietnam, India e Malesia, paesi chiave nella catena di approvvigionamento di Apple. Quali saranno le conseguenze? Costi di produzione alle stelle e possibili rincari per i consumatori.

Gli iPhone, prodotti in gran parte in Cina, sono ora soggetti a un’imposta combinata che può raggiungere il 54%. Il piano tariffario prevede un dazio base del 10% su tutte le importazioni, con un ulteriore 34% di “dazi reciproci” imposti su alcuni Paesi, tra cui proprio la Cina. Questa mossa potrebbe avere un impatto devastante sui costi di produzione, costringendo Apple a scegliere tra ridurre i margini di profitto o aumentare il prezzo dei dispositivi per coprire i costi aggiuntivi.

La situazione non è migliore per le altre nazioni della catena di approvvigionamento Apple. Il Vietnam, dove vengono prodotti AirPods, Apple Watch e alcuni modelli di MacBook, vedrà imposte del 46%, mentre le operazioni in India subiranno un dazio del 26%. La Malesia, che ospita alcune linee di produzione Apple, dovrà affrontare tariffe del 24%.

Apple si trova ora in una situazione critica. Se la società decidesse di assorbire l’aumento dei costi senza modificare i prezzi di vendita, i profitti ne risentirebbero pesantemente. Se Apple decidesse di aumentare il prezzo di iPhone, Mac e AirPods, infatti, il rischio è che le vendite subiscano una flessione, con i consumatori che potrebbero essere scoraggiati dal rincaro.

Un aumento di prezzo potrebbe avere conseguenze particolarmente negative per i modelli di fascia alta come gli iPhone Pro e i MacBook di ultima generazione, dispositivi che già hanno prezzi elevati. Un rincaro del 10-15% potrebbe rendere alcuni prodotti Apple meno competitivi rispetto alla concorrenza, soprattutto nel settore degli smartphone.

Gli effetti di questi dazi si sono fatti subito sentire a Wall Street. Dopo l’annuncio, le azioni Apple ($AAPL) hanno perso il 7% nel trading after-hours, segno che gli investitori temono un impatto negativo sulle vendite e sui profitti dell’azienda. Il titolo, che aveva chiuso la giornata a 223 dollari, è sceso a circa 207 dollari, trascinando con sé altri titoli tecnologici che potrebbero subire ripercussioni simili.

La situazione ricorda la guerra commerciale tra USA e Cina del 2018, quando Apple riuscì a ottenere alcune esenzioni tariffarie per evitare rincari sui suoi prodotti. Tuttavia, questa volta l’azienda di Cupertino non sembra essere riuscita a ottenere alcuna esenzione, con Trump determinato a riportare la produzione negli Stati Uniti.

Nonostante le difficoltà, Apple ha già avviato da tempo un piano di diversificazione della produzione, spostando parte della manifattura in India e Vietnam per ridurre la dipendenza dalla Cina. Tuttavia, con i nuovi dazi che colpiscono anche questi Paesi, l’azienda potrebbe trovarsi senza vie d’uscita nel breve termine.

L’unica speranza per Apple è che la pressione del mercato e delle aziende americane porti a una revisione delle tariffe nei prossimi mesi. Nel frattempo, dobbiamo prepararci all’eventualità di un aumento di prezzo per iPhone, Mac e altri dispositivi Apple.

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